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La Chiesa Tecnologica

 

L'epoca in cui viviamo, caratterizzata da scoperte sempre nuove e sorprendenti,ma anche da nuovi percorsi che intrecciano il passato fin nelle sue certezze più assolute, genera nuovi approcci e la discussione su fatti storici ormai acquisiti e consolidati. Eventi studiati su polverosi e voluminosi testi a prova di allergia e consistenza della colonna vertebrale, vengono revocati in dubbio e così non si è più certi di tante reminiscenze studiate. Si può infatti dubitare che il primo a passare il capo di buona speranza sia stato Vasco da Gama , che Cristoforo Colombo abbia scoperto l'America, che Magellano abbia doppiato il globo o che sia stato James Cook a scoprire l'Australia. La Cina ascrive tutti gli eventi descritti e l'abbattimento di tali barriere alla maestria di navigazione di un suo abile condottiero nei primi del 1400. Così torna in discussione la storia anche negli eventi ritenuti certi e cementificati nella memoria degli studenti più attenti. Anche la tutela da parte della Chiesa dei propri dogmi,dei propri riti e delle proprie austere tradizioni, assiepate dietro il muro della storia e degli eventi susseguitisi nei secoli, è oggetto di rivisitazione e di sviluppi inimmaginabili, attraverso un atteggiamento di sorprendente apertura verso la tecnologia e le sue continue innovazioni a favore dell'uomo, del cittadino ed ora anche del fedele nel suo costante percorso di fede. La Chiesa, sempre più impegnata a rafforzare il rapporto con i fedeli, a non distrarsi dalla quotidianità nei suoi accadimenti e nelle sue evoluzioni, talora discutibili ma pur sempre costanti nel loro dipanarsi, avvicina a sè le nuove fonti di raggiungimento del credente, attraverso i canali mediatici a mezzo dei quali l'individuo si propone, si esprime e viene raggiunto. Una Chiesa, quella del duemila, che non disdegna  il progresso tecnologico ed affianca l'uomo nel suo vivere contemporaneo, nel suo interfacciarsi  con una tecnologia senza anima, ma che necessità di colmare questa lacuna anche attraverso l'appoggio delle istituzioni ecclesiastiche. L'uomo comune, globalizzato e connesso con una realtà più veloce delle aspettative, scopre nel suo cammino di essere affiancato dallo straordinario slancio della Chiesa verso ciò che è tecnologico e virtuale. La Chiesa spalanca i suoi possenti portoni e le sue antiche navate ritenendo,legittimamente, che l'utilizzo delle nuove tecnologie non nuoccia bensì aumenti il feeling e l'appeal verso i credenti e i propri addetti ai lavori. La Compagnia di Gesù,ordine fondato da Ignazio di Loyola, lancia la vocazione on-line nella terra dei canguri. Il calo delle vocazioni in Australia si affronta e si combatte attraverso il web con un portale nato dall'esigenza di rinverdire il reclutamento attraverso forze fresche e soprattutto ben motivate.

I Gesuiti ricorrono al Telemarketing attraverso l'utilizzo di slogan inneggianti alla vocazione come "forma di vita, non solo di carriera"(traduzione letterale). I risultati di tanta audacia non hanno tardato a venire e gli interessati frequentatori del web hanno felicemente approcciato il nuovo taglio relazionale impostato dall'ordine. Il reclutamento, accompagnato da severi colloqui attitudinali, avviene dopo un'attenta analisi delle capacità formative ed a seguito di un format compilato on-line(modulo di adesione e proposta), allegando certificazioni di salute fisica ed il conseguimento dei sacramenti richiesti e ricevuti, subordinando a tali molteplici requisiti l'attitudine del candidato al ruolo richiesto. Non c'è accenno in riferimento al trattamento, nè a clausole vessatorie o condizioni particolari o a sindacati di appartenenza presso cui far valere eventuali forme di mobbing.

Il dato di fatto è che la chiesa, sdoganata dal secolo precedente, è attenta ai fenomeni tecnologici intesi non solo come formazione necessaria da sviluppare all'interno dei propri enti universitari, come nuovo linguaggio di espressione per interloquire con il fedele, ma anche come ausilio per le funzioni quotidiane, sotto forma di campanili elettronici programmati per emettere suoni a seconda delle circostanze, di orologi elettronici in grado di tenere lontani i volatili dalle facciate, di telecamere interne per la sicurezza delle opere d'arte, o di impianti di amplificazione con cuffie per osservanti con difficoltà di udito o ancora di proiezione di canti su schermo con effetto "Karaoke" in sostituzione del libretto. In attesa di valutare se la privacy religiosa del fedele possa ingenerare problematiche nuove, come molto probabile accadrà, legate alla libertà di culto costituzionalmente garantita, di vedere quale sarà l'approccio differente delle varie religioni al fenomeno e di sapere se in futuro sarà un robot a poter consegnare le fedi nuziali ai nubendi, la chiesa ha già intrapreso il suo cammino accettando le sfide del nuovo secolo. Si diffonde il verbo attraverso l'iPOD che archivia canti, diffonde omelie o permette di scaricarle dal web. La nuova tecnologia si addice alle esigenze del credente e l'iGOD (come è stato efficacemente ribattezzato) non suscita diffidenza, bensì volontà di sostegno. In un recente articolo Civiltà Cattolica sollecita l'apertura verso nuovi strumenti utilizzando termini avveniristici come "podpreachers" (predicatori del pod) con la volontà di trasformare comunità parrocchiali da luoghi di culto, di incontro e di confronto in vere e proprie "pray-station" da cui diffondere notizie ed insegnamenti. In attesa di poter seguire l'omelia on-line e ricevere benedizioni digitali anche una diocesi francese ha sperimentatoli telemarketing spirituale (Panorama 07/12/2006) raccogliendo fondi attraverso il contatto telefonico ed e-mail dei propri fedeli con risultati confortanti per la raccolta ed entusiastici commenti degli oblatori felici della nuova chiesa in cui non si va ma che addirittura ti raggiunge comodamente a casa. Un sacerdote Olandese pioniere del "codcasting" utilizza quotidianamente la praystation (da Lui stesso così ribattezzata) è scaricato ed ascoltato da diecimila fruitori in tutto il Nordeuropa ( Corriere della Sera 08/11/2005). Anche la Santa Sede ha attivato tramite la sua radio un link che conduce al servizio di podcasting dove sono subito confluiti numerosi contatti. La Chiesa pertanto spinge verso le nuove frontiere tecnologiche, cavalcando il vento della tradizione in sella ai nuovi strumenti, consapevole di poter raggiungere i propri fedeli in modo più veloce e diretto senza perdere il rispetto dei canoni con le nuove vesti digitali o formato pixel che, se da un lato smaterializzano, dall'altro donano al marketing religioso un nuovo appeal e l'immagine di una Chiesa al passo con i tempi, pronta ad affrontare le nuove sfide dei banner, dei link e della forza delle parole chiave nei motori di ricerca quali insidie per il fedele durante la navigazione sul web.    

 

Avv. Augusto Sebastio

(Docente dell'Università Taranto e del Centro Studi & Ricerche SCiNT; Segretario Osservatorio Csig Taranto)

 
29/01/2007
Avv. Augusto Sebastio

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