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| Il Contratto Telematico |
La dottrina si è lungamente interrogata sulla collocazione sistematica dei contratti telematici. Inizialmente prevalse l'idea di collocare i contratti telematici nella dogmatica dell'oggetto del contratto: i contratti telematici venivano identificati con i contratti aventi un oggetto informatico, ossia con i contratti aventi ad oggetto il trasferimento di un bene o l'esecuzione di un servizio volto a soddisfare un bisogno informatico (es. l'acquisto o la fornitura di un hardware, l'installazione o la manutenzione di un software)1. Si individuava in tal modo una speciale categoria contrattuale "trasversale" rispetto ai normali schemi contrattuali, venendo in rilievo normali contratti tipici (vendita, fornitura, appalto, ecc.) ovvero atipici (es. leasing) peculiari solo in ragione dell'oggetto (un bene o un servizio telematico). Muovendo da tale impostazione, altro orientamento inquadrò il fenomeno nella teoria della causa, sostenendo che il particolare oggetto che connotava il contratto finiva per conferire al programma negoziale una particolare connotazione causalistica, per cui per contratto telematico doveva intendersi qualsiasi contratto in cui lo scopo concretamente perseguito dalle parti veniva realizzato attraverso il mezzo informatico che, in un certo senso, ne facilitava la pratica attuazione (CONTINUA...) (tratto da Altalex-scaricabile in formato .pdf ) |
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14/06/2006 |
Altalex |
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